
L’Intelligenza Artificiale come alleata del Terzo Settore: il mio ultimo percorso formativo
Spesso si pensa all’Intelligenza Artificiale come a qualcosa di distante, tecnico o riservato alle grandi aziende. Recentemente, ho avuto il piacere di scardinare questo pregiudizio ricoprendo il ruolo di docente per il corso “Elementi di base dell’Intelligenza artificiale per il volontariato” organizzato dal CSV di Napoli, iniziato a settembre 2025.
In un mondo che cambia velocemente, anche il non-profit ha bisogno di strumenti digitali avanzati per gestire le proprie attività in modo più efficiente, senza però perdere mai di vista la propria missione umana.
Un approccio pratico: dal “cosa” al “come”
Durante le sessioni, non ci siamo limitati alla teoria. Abbiamo esplorato i concetti fondamentali — come il Machine Learning e le Reti Neurali — ma lo abbiamo fatto con un approccio learning by doing. Insieme ai corsisti, abbiamo analizzato casi reali e testato con mano le potenzialità dell’IA generativa:
- Abbiamo usato ChatGPT, Gemini e Claude per ottimizzare la stesura di progetti e comunicazioni.
- Abbiamo esplorato la creazione visiva con Bing e Gemini.
- Abbiamo sperimentato quanto possa essere rapido strutturare una presentazione o un sito web tramite Gamma.
L’etica al centro del messaggio
Come formatore, la mia priorità è stata trasmettere un messaggio chiaro: la tecnologia è potente, ma deve essere governata. Abbiamo dedicato una parte fondamentale del corso all’etica e alla regolamentazione, analizzando l’AI Act europeo. È essenziale che chi opera nel sociale sappia come evitare decisioni discriminatorie da parte degli algoritmi e come garantire trasparenza e accountability verso la propria comunità.
Innovare per includere
Vedere l’entusiasmo dei volontari mentre scoprivano come l’IA potesse liberare tempo prezioso dalle attività burocratiche per restituirlo alla relazione umana è stata la conferma di quanto questa formazione sia necessaria. L’Intelligenza Artificiale non sostituisce il volontario; lo potenzia, fornendogli “superpoteri” digitali per affrontare le sfide del nostro tempo.