Il Decreto Ministeriale 221 del 9 dicembre 2025 ha ufficializzato le Nuove Indicazioni Nazionali per l’infanzia e il primo ciclo d’istruzione. A partire dall’anno scolastico 2026/2027, le scuole saranno chiamate ad adottare questi nuovi orientamenti, avviando una graduale rielaborazione dei curricoli d’istituto che coinvolgerà inizialmente le classi prime della scuola primaria e della secondaria di primo grado.
Il passaggio dalle vecchie alle nuove indicazioni seguirà una scansione temporale precisa:
- Scuola dell’Infanzia: piena applicazione dal 2026/27.
- Scuola Secondaria di I grado: a regime dall’a.s. 2028/29.
- Scuola Primaria: a regime dall’a.s. 2030/31.
Tra le novità di maggior rilievo spiccano l’introduzione del latino nella scuola secondaria di primo grado e dell’informatica fin dalla primaria. Le istituzioni scolastiche dovranno integrare questo nuovo curricolo verticale nel PTOF entro il prossimo settembre: una sfida complessa per dirigenti e docenti, accentuata dal recente rilascio del DigComp 3.0 (27 novembre 2025) il nuovo quadro europeo che pone l’accento su Intelligenza Artificiale, cybersecurity e benessere digitale, rendendo necessario un aggiornamento dei curricoli digitali già avviati con il DM 66/2023..

Una rilettura agile della Premessa culturale generale delle Nuove Indicazioni Nazionali
Persona, Scuola, Famiglia, questo l’incipit che richiama la Costituzione ed il concetto che vede al centro la persona e concepisce lo Stato per l’uomo e non l’uomo per lo Stato. In particolare la Scuola pone al centro delle sue azioni le ragazze ed i ragazzi e né promuove i talenti attraverso la formazione integrale e armonica di tutte le dimensioni: cognitive, affettive, relazionali, corporee, estetiche, etiche, spirituali, religiose.
La PERSONA quindi viene declinata nelle sue diverse sfere, nella sua complessità così come ci ha insegnato l’ICF ed il suo approccio bio-psico-sociale.
Si approfondisce poi l’aspetto legato alla persona vista come identità, relazione e partecipazione. Da qui la fondamentale azione della Scuola di promuovere l’identità personale, culturale, relazionale e partecipativa di ogni essere umano. Si evidenzia come lo sviluppo dell’identità personale passa anche attraverso la relazione. L’apprendimento, che ha il fine dello sviluppo dell’identità della persona, passa quindi imprescindibilmente dalla relazione.
Infine, il terzo elemento del nostro incipit è la Famiglia, ed è sulla collaborazione tra Scuola e Famiglia che poggia la reale crescita di ragazze e ragazzi.
Ricordiamo che la finalità principale della Scuola è l’acquisizione delle conoscenze e delle abilità fondamentali per sviluppare le competenze culturali di base nella prospettiva dello sviluppo integrale della persona e dei suoi talenti. Se affianchiamo questa finalità a quella del docente, la cui funzione si esplica nello sviluppo UMANO, culturale, civile e professionale degli alunni, ne consegue che l’ambiente educativo che riconosce le loro possibilità, ne sostiene l’autonomia e ne stimola lo sviluppo. Anche in situazioni di fragilità o svantaggio, un tale ambiente può attivare dinamiche di autorealizzazione impreviste, facendo del talento non un privilegio di pochi, ma una possibilità trasformativa per ciascuno.
“In questo modo, la scuola diventa il luogo in cui la libertà si trasforma in responsabilità, il pensiero in azione, l’identità in appartenenza a una comunità più ampia e inclusiva in cui tutti riconoscano in se stessi il senso del limite e imparino il valore delle norme che regolano la convivenza civile”
Ecco quindi il passaggio dalla libertà, legata all’autonomia, alla responsabilità, quel pensiero in azione, grazie al quale si può dare senso e valore ai principi ed alle norme che regolano la società.
Da qui parte anche un ulteriore ragionamento che ci porta a consapevolizzare la scoperta dell’importanza di “autonomia e responsabilità“, concetti che sono alla base delle competenze.
Un intero paragrafo è dedicato alla Scuola che educa alle relazioni, all’empatia e al rispetto della persona, che punta l’attenzione su “un’educazione del cuore che crei occasioni didattiche di esperienza di sentimenti basilari come la fiducia, l’empatia, la tenerezza, l’incanto, la gentilezza. Tutte le discipline e metodi, dall’educazione motoria alla letteratura e alle Stem, dalla musica alle arti, dalla scrittura autobiografica al cinema, al teatro e al gioco, sono grandi ‘alleati’ degli insegnanti per questo lavoro didattico”.
Non poteva mancare un passaggio sulle tecnologie digitali per le quali viene suggerita integrazione con prudenza e senso critico. Il tema delle tecnologie digitali è centrale. le tecnologie digitali vanno integrate in un contesto in cui le dimensioni umane e sociali dell’apprendimento siano rafforzate e non ‘sostituite’ e in cui prevalga una mediazione chiaramente orchestrata dalla persona dell’insegnante. Diventare cittadino consapevole vuol dire ancheorientarsi nell’universo digitale con autonomia, responsabilità, consapevolezza.
Particolare attenzione viene dedicata alla scrittura, da curare in particolare per il corsivo e la calligrafia per poter sviluppare la coordinazione oculo-manuale ma anche per affinare il pensiero ed il ragionamento. Da qui la rinnovata attenzione per il riassunto esercizio fondamentale per poter apprendere a scrivere e pensare.
Per il mondo dell’inclusione la prima strategia che viene posta al governo delle scelte educative e didattiche è quella della personalizzazione, che presuppone l’assunzione di un paradigma antropologico che interpreta l’agire scolastico nei termini di un accompagnamento intenzionale dell’allievo a riconoscer-si capace, al di là della difficoltà, di sviluppare i suoi talenti. La didattica scolastica attinge dalle neuroscienze validi apporti per comprendere le dinamiche degli apprendimenti e progettare strategie efficaci sul piano dell’inclusione. La scuola trova, oltremodo, nell’ICF (International Classification of Functioning) un valido strumento per descrivere tanto le capacità della persona dell’alunno quanto gli ostacoli che questi incontra nel contesto di apprendimento. Le attività personalizzate possono essere progettate secondo il modello dell’Universal Design for Learning (UDL) all’interno di ambienti di apprendimento flessibili in modo da garantire le stesse opportunità di accesso agli studenti. Metodologia che favorisce la realizzazione di ambienti di apprendimento inclusi partendo proprio dalla realizzazione dagli spazi degli ambienti di apprendimento per renderli naturalmente inclusivi. Ricordo che il Piano Scuola 4.0, finanziato con fondi del PNRR, puntava l’attenzione proprio sulla necessità di progettare e realizzare ambienti di apprendimento inclusivi.
Qui si ritrova il concetto di INCLUSIONE che vede la necessità di progettare un ambiente di apprendimento che permetta a TUTTI di partecipare. Con l’inclusione infatti si volge lo sguardo al bisogno di tutti e quindi anche al bisogno educativo speciale. Notiamo come ritorna il termine “bisogno”, pilastro delle teorie di Maslow.
Tutto questo governato da un insegnante che è magis (da cui magister) ʻdi piùʼ, e che può essere volano del desiderio di apprendere di un allievo. E la funzione di ʻguidaʼ assunta dal “magister” è fondamentale affinché il desiderio dell’allievo si orienti verso le esperienze e i contenuti del curricolo. Cambiamenti fra generazioni hanno peraltro modificato la stessa idea di genitorialità. Restano però sempre uguali i bisogni che bambini e ragazzi rivolgono ai loro adulti di riferimento, genitori e insegnanti: bisogni di sicurezza, di essere amati, di formarsi un’immagine stabile e positiva di sé, di delineare la propria personalità, di vivere in un ambiente sereno, di imparare con gioia. Di qui l’impegno, per insegnanti e genitori, in una rinnovata alleanza educativa, di praticare l’esercizio quotidiano della valorizzazione reciproca
Una riflessione finale
Non è mia intenzione in questa sede addentrarmi nei tecnicismi della realizzazione di un curriculo scolastico a partire dalle indicazione nazionali, voglio invece guardare alla premessa, punto di partenza di queste indicazioni e della costruzione di senso che ogni Istituzione Scolastica si troverà a fare per creare un documento, il nuovo curriculo, che abbia un’anima e con non sia l’ennesimo adempimento fatto da pochi e noto a nessuno.
La premessa culturale generale mi piace, pone l’accento sulla persona, la mette al centro dell’azione dell’Istituzione Scolastica e né evidenzia l’importanza attraverso la sua complessità. Mi fa molto piacere leggere dell’educazione del cuore e del modo con cui la sfera emotiva e relazionale abbia ormai conquistato il suo spazio, chiaro ormai a tutti, nel processo di apprendimento.
Trovo fantastico il percorso, quasi una passeggiata culturale, che ci accompagna dalla libertà alla responsabilità per passare dall’autonomia e giungere alla consapevolezza. Se quindi da un lato la libertà viene definita nella persona con la costruzione delle sue competenze, fondate su responsabilità ed autonomia, la consapevolezza diventa quella luce che né esalta i dettagli, le sfumature, la bellezza. Libertà come espressione di Autonomia, un bel concetto che troviamo anche nella normativa scolastica partendo dal regolamento per l’autonomia (DPR 275/1999), passando per il concetto di libertà d’insegnamento per giungere alla costruzione della libertà del singolo che passa attraverso l’autonomia di essere, fare ed agire.
In questo particolare momento storico nel quale l’intelligenza artificiale stravolge i nostri equilibri, inducendoci a trovarne di nuovi, il punto fermo della libertà sembra essere la nostra ancora. In un mare in tempesta, quello dell’IA, quando arrivano le onde abbiamo due possibilità: o né veniamo travolti oppure le cavalchiamo. Essere consapevoli del momento ci aiuta ad esercitare autonomamente le nostre responsabilità ed a riconquistare la nostra libertà, quella di godere di un insegnamento che, ancora oggi ci credo, possa cambiare il Mondo.