Il gioco interiore nel tennis – Timothy Gallwey

Esistono testi che segnano un confine netto tra il "prima" e il "dopo". "Il Gioco Interiore nel Tennis" di Timothy Gallwey è, senza dubbio, uno di questi. Considerato il manifesto fondativo del coaching moderno, offre una chiave di lettura rivoluzionaria per chiunque si occupi di educazione, formazione e crescita personale.

Titolo: Il Gioco Interiore nel Tennis

Autore: Timothy Gallwey

Editore: BUR

Data di pubblicazione ‏ : ‎ 29 agosto 2023

Ambito di applicazione: Leadership, Coaching, Psicologia dell’apprendimento

Valutazione: ⭐⭐⭐⭐⭐

Esistono testi che segnano un confine netto tra il “prima” e il “dopo”. “Il Gioco Interiore nel Tennis” di Timothy Gallwey è, senza dubbio, uno di questi. Considerato il manifesto fondativo del coaching moderno, questo saggio trascende i confini del campo da tennis per addentrarsi nei meccanismi più profondi della nostra mente, offrendo una chiave di lettura rivoluzionaria per chiunque si occupi di educazione, formazione e crescita personale.

Vi siete mai chiesti: 

  • Che cosa voglio davvero? 
  • In che modo il mio lavoro, il mio compito, la mia vita potrebbero diventare più piacevoli ed efficaci? 
  • Che cosa mi fa sentire gratificato come persona?

Dare voce alla voglia di vincere significa porsi queste domande e cercare le giuste risposte. Questo processo è il modo migliore per accettare la celebre sfida di Socrate: CONOSCI TE STESSO

La voglia di vincere è pertanto il desiderio di vivere appieno il momento presente: fare del nostro meglio e imparare da ogni esperienza, con gioia, amore e gratitudine per i doni universali della vita.

Essere vivi è una cosa unica, bisogna essere consapevoli e scegliere quello che conta per noi. Spesso dimentichiamo quel che il cuore conosce. Ecco cosa significa vincere.

L’Input

Nel mio percorso come Dirigente Scolastico e formatore, mi trovo costantemente a riflettere su un paradosso: perché, nonostante l’abbondanza di istruzioni tecniche, l’eccellenza rimane così difficile da raggiungere?

La risposta l’ho ritrovata tra le pagine di Gallwey. Già da tempo avevo intuito che apprendere non era solo un “affare cognitivo” ma ci doveva essere dell’altro. La mia voglia di approfondire mi ha spinto a indagare come i meccanismi mentali influenzino la didattica, in particolare delle discipline STEM, la gestione delle comunità educanti e più semplicemente i processi decisionali personali.

Leggere questo testo non è stato solo un esercizio accademico, ma una rivelazione sulla necessità di armonizzare la mente razionale con il potenziale innato che ognuno di noi possiede.

Il cuore dell’Inner game

Dall’analisi del testo emergono tre pilastri fondamentali che ogni educatore dovrebbe consapevolizzare e saper utilizzare per il proprio miglioramento e per guidare lo sviluppo del potenziale degli altri:

  • La dualità Sé 1 e Sé 2: Gallwey identifica il “Sé 1” come la mente giudicante e verbale che impartisce ordini, e il “Sé 2” come l’entità che agisce e apprende istintivamente. Il successo formativo risiede nella riduzione dell’interferenza del Sé 1 per permettere l’espressione del potenziale naturale.
  • La consapevolezza non giudicante: Il passaggio critico dall’istruzione prescrittiva all’osservazione oggettiva, prevede un cambio di paradigma. Invece di focalizzarsi sull’errore come fallimento, Gallwey propone di osservare i fatti “così come sono”, facilitando un’auto-correzione spontanea basata sul feedback sensoriale.
  • Il focus sul momento presente: La concentrazione non è uno sforzo della volontà, ma un rilassamento vigile. Solo ancorando la mente al “qui e ora” è possibile raggiungere lo stato di flow, essenziale sia in un laboratorio di fisica che in una riunione di staff.
  • La formula che racchiude l’essenza dell’inner game: P=p-i (Performance = Potenziale – Interferenze)

Il valore aggiunto

Considero questo testo un “must-read” perché ci permette di avere indicazioni pratiche per lo sviluppo del nostro potenziale, perché sposta il focus dall’insegnamento all’apprendimento.

Nella mia esperienza da coach, formatore e dirigente, ho spesso osservato molte persone giocare il loro “Gioco Interiore” e restare bloccate in situazioni stagnanti. A volte basta veramente poco per sbloccare il nostro potenziale e Gallawey ci mostroa come fare.

Nell’insegnamento delle STEM significa trasformare la didattica da una trasmissione di formule a un’esperienza di scoperta aiutando studentesse e studenti a sbloccare il loro potenziale rimuovendo gli ostacoli “interiori”. Nella gestione scolastica, mi aiuta a passare da una governance di controllo a una leadership di potenziamento, dove il ruolo del Dirigente è quello coach che aiuta a rimuovere le interferenze interne dei propri collaboratori per far fiorire le loro competenze.

“La vittoria nel Gioco Interiore avviene quando la mente è calma e focalizzata, permettendo al corpo di agire senza l’interferenza del dubbio e della disapprovazione.”

Timothy Gallwey

Applicabilità Pratica

Gli strumenti per affrontare il nostro inner game forniti in questo testo sono spendibili praticamente ovunque. Vi riassumo di seguito degli spunti suddivisi in tre ambiti legati alla mia esperienza:

Per il Dirigente Scolastico (Governance e Visione):

Nel contesto dirigenziale e di leadership credo sia necessario promuovere una cultura dell’errore come dato informativo e non come colpa. Utilizzare il coaching e gli strumenti di Gallwey ci permette di guidare i nostri collaboratori ed i nostri docenti a ritrovare la loro missione educativa (il loro Sé 2).

Per il Docente (Didattica e Relazione):

Abbiamo capito che dare una marea di informazioni, non funziona, non è la vera chiave per insegnare. Sostituire le istruzioni eccessive con domande che stimolino la consapevolezza, la curiosità, domande che sappiano aumentare il coinvolgimento e la motivazione di studentesse e studenti e che li aiutino ad affrontare il loro inner game. Invece di dire “hai sbagliato l’angolo del vettore”, chiedi “cosa hai osservato nel movimento della traiettoria?”

Soprattutto in questo ambito, l’errore deve diventare il nostro alleato più grande. Grazie all’osservazione degli errori riusciamo a scrutare i processi di elaborazione interna e quindi possiamo strutturare attività didattiche che siano di reale supporto al processo di apprendimento.

Per il Coach (Crescita e Potenziale):

Lavora con il coachee aiutandolo a identificare le proprie “interferenze” interne. Dargli la possibilità di sbloccare il suo potenziale per raggiungere i suoi obiettivi. Ricorda:

Performance = Potenziale – Interferenze

La tua missione è guidare il coachee a minimizzare i sottrattori di energia.

Considero questo testo una guida per riscoprire la gioia di imparare e la bellezza di dare il meglio di sé, con amore e gratitudine.

Vincere non è superare l’altro, ma superare gli ostacoli interni che ci impediscono di essere pienamente noi stessi.

Timothy Gallwey

Buona lettura

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