Estratto dal libro “Guida per il concorso a dirigente scolastico. Temi svolti e schemi normativi per superare le prove concorsuali” – Gennaro Sorrentino – Edizioni Duemme
Il Dirigente Scolastico è diventato l’attore principale della vita scolastica e del successo formativo personale e della propria Scuola. E’ infatti lui che, a seguito della legge 107/2015, assume funzioni di indirizzo nei confronti del Collegio dei docenti per l’elaborazione del Piano Triennale dell’Offerta Formativa, documento principale della scuola che deve essere orchestrato tenendo conto del Rapporto di Autovalutazione (RAV) e del Piano di Miglioramento (PDM). PTOF, RAV e PDM sono strumenti necessari per stabilire gli obiettivi di miglioramento della scuola che vanno ad intersecarsi con gli obiettivi del Dirigente Scolastico stesso (è da questi che dipende parte della sua retribuzione di risultato, in particolare dal RAV). E’ ovvio quindi che il successo del Dirigente si trova ad essere legato a doppio giro con il successo scolastico. Quindi il successo scolastico diventa un obiettivo principale per il lavoro del Dirigente e la sua leadership deve prioritariamente essere funzionale al suo perseguimento. Per far questo ha un supporto normativo ben strutturato dalla legge 150/2009 e dalla legge 107/2015 (commi dal 126 al 130).

La legge 150/2009 (legge Brunetta) ha come finalità il miglioramento della produttività dell’efficienza e della trasparenza dell’amministrazione pubblica. Per far questo utilizza un ben definito ciclo della performance che ha lo scopo di migliorare il servizio offerto partendo proprio dall’autovalutazione del proprio lavoro. L’azione di miglioramento avviene anche attraverso un sistema di premialità e valorizzazione del merito.
La visione di valorizzazione del merito finalizzata al miglioramento della performance è ripresa dalla legge 107/2015 nei commi dal 126 al 130, nei quali si parla dell’istituzione del bonus premiale dei docenti. Questa concezione di premialità è stata stravolta, nella sua impostazione, dalle successive sequenze contrattuali, rimane però come spirito di fondo la volontà di attuare misure di valorizzazione dei docenti determinate questa volta in seno alla contrattazione integrativa d’istituto.
Alla luce di questa analisi ne discende che la leadership strategia del Dirigente Scolastico ha il compito prioritario di favorire il successo scolastico. Punti strategici a supporto della sua azione di leadership sono rappresentati dal Decreto legislativo 150/2009, che va a normare il ciclo della performance e dell’efficienza utilizzando la valorizzazione e la premialità, e dal concetto di valorizzazione della professionalità del personale, sia docente che ATA.