A seguito dell’entrata in vigore della legge 107/2015, ed in particolare al comma 14 del suo unico articolo, il Dirigente Scolastico, assume poteri di indirizzo rispetto al Collegio dei Docenti al quale deve far pervenire il proprio atto di indirizzo. Questo documento di indirizzo che avvia il processo di progettazione didattica, è fatto dal Dirigente Scolastico con lo scopo di orientare la progettazione didattica del Collegio dei Docenti finalizzandola al supporto delle esigenze formative del territorio. Il Dirigente quindi in questa fase iniziale, deve in maniera accurata studiare quello che è il contesto nel quale la sua istituzione scolastica vive e saperne sfruttare le risorse. Non è un caso che la prima sezione del PTOF (Piano Triennale dell’Offerta Formativa) sia proprio “la Scuola ed il suo contesto”.
Dunque l’atto di indirizzo del Dirigente Scolastico da il via al percorso della programmazione didattica che il Collegio dei Docenti trasformerà prima in PTOF, che di norma dovrebbe essere concluso entro il 30 ottobre, e che poi andrà a declinare all’interno delle sue articolazioni, diventando ordine del giorno principale delle riunioni dei dipartimenti, dei consigli di classe, di interclasse e di intersezione, ed infine oggetto delle programmazioni disciplinari dei singoli docenti.

Guardiamo in questa fase il “documento fondamentale costitutivo dell’identità culturale e progettuale delle istituzioni scolastiche ed esplicita la progettazione curricolare, extracurricolare, educativa e organizzativa che le singole scuole adottano nell’ambito della loro autonomia” ovvero il PTOF. Ogni Istituzione scolastica dovrebbe indirizzare le giuste energie nell’elaborazione di questo documento che di fatto esprime una sorta di programmazione didattica d’Istituto e che quindi deve guidare ed essere in coerenza con le programmazioni didattiche dei Dipartimenti, dei Consigli di Classe e dei singoli docenti. Il fatto che l’approvazione finale del PTOF spetti al Consiglio di Istituto, in quanto organo di indirizzo politico, è indice di quanto questo documento sia importante. In sostanza è tutta la comunità educante che direttamente (Dirigente scolastico, Collegio dei docenti, Consiglio d’Istituto) ed indirettamente (gli stakeholders del territorio ed il contesto che il DS avrà opportunamente tenuto in considerazione all’interno delle esigenze formative del territorio da lui individuate come prioritarie) è presente nel Piano Triennale dell’offerta formativa.
Dopo aver osservato il PTOF passiamo ai livelli più dettagliati della programmazione didattica, quella che viene solitamente effettuata nelle prime due settimane di settembre di ogni anno scolastico. In questa fase della progettazione i Consigli dovranno includere anche tutte quelle attività che contribuiranno al raggiungimento degli obiettivi formativi da loro stessi prefissati come viaggi e visite di istruzione e la partecipazione ad eventi e progetti che ovviamente avranno già avuto l’approvazione del Collegio dei docenti o del Consiglio d’Istituto a seconda delle loro specifiche competenze. Da questo breve excursus si arguisce come la programmazione didattica sia un momento fondamentale dell’inizio dell’anno scolastico, dal quale dipendono i risultati degli apprendimenti di alunni e studenti e che quindi non può essere visto come un semplice adempimento, ma merita una profonda riflessione che deve rendere il documento programmatico realmente aderente alle necessità educative delle nostre ragazze e dei nostri ragazzi.